La sola presenza di specie animali o vegetali là dove non dovrebbero essere, può essere considerata una forma di inquinamento? Sì: si chiama inquinamento biologico, e talvolta può risultare assai grave. Ne parleremo a proposito degli ecosistemi acquatici, sia di tipo continentale che marino. È sottinteso che i responsabili, volenti o nolenti, dell’inquinamento biologico siamo noi.
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Articoli marcati con tag ‘Territorio’
lunedì, 25 ottobre 2010 Risorsa acquaL’inquinamento biologico
Disboscamento ed erosione
Nelle regioni geografiche da millenni densamente popolate dall’uomo, come gran parte dell’Italia e dell’Europa, è difficile trovare un ambiente che si possa definire veramente “naturale”: anche quelli che sembrano ambienti naturali e selvaggi infatti spesso lo sono solo in parte, o sono tornati ad esserlo dopo essere stati abbandonati. Gran parte dei paesaggi del nostro paese sono il risultato del lavoro dell’uomo, e sono quindi artificiali. Ma non è sempre un bene.
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Gli incendi
Non sono molti anni che, nel pensiero collettivo, si è fatta strada l’idea che gli incendi non siano provocati soprattutto da fenomeni naturali quali autocombustione e fulmini. Oggi, quando vediamo un incendio, sappiamo che quasi certamente dietro c’è l’azione di un piromane, di un delinquente. Il passaggio del fuoco è forse in assoluto il danno più grave che si possa arrecare alla natura…
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Come arginare l’erosione costiera
Come altre porzioni delle coste europee dalle caratteristiche simili, buona parte del litorale italiano è soggetto alla erosione da parte del mare, dato che l’apporto dei detriti da parte dei corsi d’acqua che sfociano in mare (specialmente sul versante tirrenico e nelle zone insulari) è inferiore alla quantità di materiale che i movimenti del mare tendono ad asportare dalla linea di costa.
Si pone dunque il problema di come arginare l’erosione costiera, con implicazioni economiche di non scarso rilievo.
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L’acqua e le aree protette in Provincia di Genova
Molte delle aree protette in Provincia di Genova sono state istituite anche e soprattutto perché hanno al loro interno ecosistemi acquatici da preservare e valorizzare.
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Alcuni insetti acquatici della nostra fauna
Vi vogliamo presentare quattro insetti legati all’acqua, facilmente osservabili nei nostri ambienti umidi.
È un’occasione per saperne di più ed apprezzare così la biodiversità dei nostri ecosistemi.
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L’inquinamento biologico
La sola presenza di specie animali o vegetali là dove non dovrebbero essere, può essere considerata una forma di inquinamento? Sì: si chiama inquinamento biologico, e talvolta può risultare assai grave.
Ne parleremo a proposito degli ecosistemi acquatici.
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Curare il dissesto
Mi dicono che per far risparmiare i Servizi sanitari regionali, basterebbe ridurre il numero dei casi di malattia: prevenire, insomma, costa meno che curare. Credo che anche per il dissesto idrogeologico valga lo stesso ragionamento. È proprio quando non piove che dobbiamo dunque agire, ed occuparci del nostro territorio, nello stesso modo con cui – da sani – poniamo attenzione al nostro organismo per evitare malattie.
Acqua in redazione
Dobbiamo stare sul pezzo? Sì, certo. Facciamo vedere che siamo continuamente aggiornati, è il bello di Internet, no? Vero: un sito non è come un libro, più lo cambiamo è meglio è, che cosa hai trovato? Notizie fresche non ce ne sono, qui c’è sempre Haiti – l’abbiamo già messo – ah sì, per i potabilizzatori, poi roba sul dissesto, se non smette di piovere viene giù qualcosa d’altro, questa’Italia ha proprio i piedi di argilla… sarà il caso di mettere qualcosa sulla Liguria? Non so, capisco che è la nostra regione, ma c’è differenza con quello che succede in Calabria e in Sicilia? Bella domanda, forse questa è l’idea per farci un articolo… siamo così impestati da fenomeni di dissesto idrogeologico che fra un po’ ci toccherà fare delle distinzioni.
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Il pastore e la frana (riflessioni davanti alla TV, guardando i disastri di San Fratello e Maierato)
Se non fosse tragico, se non si trascinasse dietro l’immagine di morte e distruzione, questo paradosso sarebbe quasi buffo. E il paradosso è che viviamo in un’epoca fatta di GIS, di guidatori satellitari e di bande larghe, di acceleratori di particelle e di computer a comando vocale. Non mai c’è stato, in tutta la storia umana, un periodo in cui maggiore fosse la conoscenza delle leggi che regolano la natura, dell’intima struttura della materia, delle dinamiche ecologiche. Oggi c’è chi si laurea in scienze ambientali, chi si specializza in idrogeologia.
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