Ci sono due modi per realizzare il movimento nell’acqua; passivamente, lasciandosi trasportare, come fanno gli organismi del plancton; oppure attivamente, decidendo la propria direzione di movimento, come fanno gli organismi del necton. E fra gli animali capaci di muoversi nell’acqua, troviamo in pratica tutte i gruppi sistematici, dai pesci ai molluschi, dai mammiferi agli uccelli.
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lunedì, 23 gennaio 2012 Acqua in naturaMuoversi nell’acqua
Le caratteristiche chimiche e fisiche degli ambienti marini
Gli ecosistemi di mari e oceani, forse, non sono così differenti fra loro come gli ecosistemi continentali: è persino banale osservare che la quantità d’acqua presente negli ecosistemi terrestri può variare moltissimo, mentre negli ecosistemi marini ovviamente no. Ma gli ambienti marini possono differire fra loro per molti altri parametri. Vediamo quali.
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Le acque sotto di noi
Ci riesce difficile pensare che, in questo momento, noi stiamo camminando sull’acqua. Certamente non è così, ma è altrettanto probabile che le rocce e i materiali del sottosuolo contengano una certa percentuale di acqua, poco libera di muoversi (a differenza delle acque superficiali), ma spesso fondamentale per i nostri fabbisogni. Le acque di profondità sono infatti la riserva idrica costituita dalle sorgenti, dalle falde, dai pozzi.
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Le categorie di organismi acquatici
In ogni ambiente acquatico, sulla base del movimento e quindi dello stile di vita, possiamo distinguere tre categorie di esseri viventi:
a) il plancton, formato da individui in genere piccoli, molti dei quali unicellulari: non sono in grado di muoversi autonomamente, ma si lasciano trasportare dalla corrente, galleggiando nell’acqua a diverse profondità.
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La dinamica delle coste
L’azione di modellamento costiero operata dal mare è legata ai suoi movimenti: onde e correnti, combinate all’afflusso dei sedimenti trasportati dai corsi d’acqua, sono i principali responsabili della morfologia delle coste. E della dinamica costiera bisognerebbe tenere conto quando si pianificano interventi quali porticcioli turistici, dighe foranee, stabilimenti balneari… bisognerebbe…
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I fenomeni atmosferici
Tutti i cosiddetti fenomeni atmosferici hanno a che fare con l’acqua. E l’acqua nell’atmosfera è presente in tutti e tre i suoi stati di aggregazione: allo stato di vapore, come umidità, allo stato liquido, come pioggia e nubi, allo stato solido, come neve o grandine. Ma ci sono molte altre forme con cui possiamo notare l’acqua nell’atmosfera, e sono forme che mutano continuamente.
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L’erosione meteorica superficiale
Per erosione meteorica si intende l’azione di modellamento della superficie terrestre, di tipo prevalentemente fisico e meccanico, legata agli agenti atmosferici, come la pioggia e il vento. I risultati di questa forma di erosione sono talvolta spettacolari, al punto da essere considerati attrazione turistica.
Per capire la loro genesi dobbiamo tuttavia ragionare spesso in termini di tempo geologico, anche se, come spessso avviene, le attività umane tendono ad accelerare certi processi, o addirittura ad innescarli.
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Gli icebergs, giganti di ghiaccio
Nei mari polari dell’Artide e dell’Antartide, la navigazione è resa pericolosa dalla presenza degli icebergs. Per le flotte di qualsiasi bandiera, conoscere la posizione di questi giganti di ghiaccio ed evitarne la rotta è dunque una questione internazionale. Come internazionale è già la parola stessa: il nome deriva dalla parola tedesca berg, montagna, unita alla parola inglese ice, ghiaccio.
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A ciascuno il suo mare
Anche se meno, rispetto agli ambienti terrestri, le condizioni di vita degli ambienti marini sono fra loro molto differenziate. Si passa da ambienti caldi, ricchi di ossigeno e di luce, ad ambienti freddi, bui ed asfittici. Ed anche la salinità può variare di molto. Di conseguenza, la vita nel mare contempla specie dalle forme e dagli adattamenti alquanto diversificati.
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L’alterazione chimica delle rocce
Spesso, per definire qualcosa che dura nel tempo, si usa dire “resistente come una roccia”. Eppure, se le si danno tempi adeguati, e cioè geologici, l’acqua riesce a trasformare, a plasmare, a modificare anche le rocce più dure. E lo può fare in due maniere: con la sua energia cinetica, mediante i processi di erosione, o con la sua capacità solvente, mediante il cosiddetto processo di alterazione chimica.
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