Marc Parent, piccolo imprenditore francese, attraverso una turbina di sua invenzione ha scoperto un metodo per recuperare l’umidità dell’aria e trasformarla in acqua potabile.
L’apparecchiatura utilizza esclusivamente l’energia del vento per riportare allo stato liquido il vapore acqueo attraverso un processo di condensazione, senza alcuna produzione di CO2 e senza alcun bisogno di utilizzare alimentazione elettrica. Può pertanto essere installato in qualsiasi luogo.


Il messaggio è molto chiaro: per essere sani e in forma bevete acqua in bottiglia. Anche in “Tapped”, il nuovo documentario di Stephanie Soeching, il messaggio è molto chiaro: bere acqua in bottiglia fa bene solo all’industria dell’acqua. I media mettono poco in mostra il lato oscuro del business dell’acqua: dalla produzione della plastica destinata alle bottiglie, ai cumuli delle stesse abbandonati nell’ambiente, al diritto di accesso da parte dei cittadini all’acqua come risorsa pubblica.
Nei paesi industrializzati l’acqua potabile è considerato un dato di fatto. L’idea di morire di colera o di malattie dell’apparato gastro-intestinale non è nemmeno presa in considerazione. Eppure non si può dire altrettanto per molti paesi in via di sviluppo, dove l’acqua da fondamento di vita diventa causa di malattia e di decesso.