Acqua curiosa, Acqua notizie lunedì, 16 gennaio 2012

I naufragi nella storia

Sembra la storia che ha ispirato Melville nel suo capolavoro, Moby Dick, quella che vide coinvolta la baleniera Essex, nel 1820. Furono propri dei capodogli ad attaccare prima le scialuppe e poi la nave stessa, causandone l’affondamento. Di tutto l’equipaggio, si salvarono solo in venti, naufragando sulla minuscola isola di Henderson, in mezzo al Pacifico. La successiva storia dei superstiti, che ripresero il mare in cerca di soccorsi, si tingerà di macabro, con episodi di cannibalismo ed omicidi. Sopravvissero solo in due.

La storia della Lady Elgin, affondata nel lago Michigan l’8 settembre 1860, si incrocia con quella della abolizione della schiavitù in America. Il suo capitano, che era un fervente abolizionista, organizzò una crociera per raccogliere fondi nella città di Chicago, partendo da Milwaukee. Sulla via del ritorno, durante una violenta tempesta, la nave fu speronata da un’altra imbarcazione, la Augusta. Sulle prime, la Lady Elgin sembrava non aver subito gravi danni, ma nella notte iniziò improvvisamente ad affondare. I morti furono circa 400.
Anche l’affondamento del Sultana non avvenne in mare, bensì sul Mississippi, il 27 aprile 1865. Il Sultana era il tipico piroscafo a pale che traghettava passeggeri lungo il grande fiume nordamericano. Il battello venne distrutto dall’esplosione di una delle sue quattro caldaie, facendo un numero impressionante di vittime, stimate fra le 1800 e le 2400.

Riguarda i nostri mari il naufragio della Principessa Jolanda, avvenuto il 22 settembre 1907, proprio durante il varo. Era il primo vero transatlantico italiano di lusso, ma un difetto di progettazione la fece inclinare appena toccò l’acqua dallo scivolo di Riva trigoso, inabissandosi in meno di mezz’ora. Restò a lungo nelle acque del Tigullio, dove si cercò di recuperare almeno le preziose suppellettili.
Anche per merito di Hollywood, sappiamo molto del naufragio del Titanic, avvenuto il 15 aprile del 1912, nelle gelide acque dell’Atlantico settentrionale. La collisione con l’iceberg spezzò la nave in due e causò la morte di 1523 persone, mentre altre mille vennero salvate. La risonanza di tale tragedia portò alla convocazione delle prima conferenza internazionale sulla sicurezza in mare.

Più di mille fece anche il naufragio della Empress of Ireland, avvenuto il 29 maggio 1914 nel golfo di San Lorenzo, fra Canada e Stati Uniti. L’incidente fu causato dalla collisone con la nave merci norvegese Storstad.
Il naufragio del Lusitania appartiene alla Storia: davanti alla città di Cork, in Irlanda, il 7 maggio 1945 il transatlantico inglese venne silurato da un sottomarino tedesco, affondano in pochi minuti e causando 1200 vittime. Sull’onda emotiva dell’episodio, gli Stati Uniti decisero di entrare nel conflitto mondiale in corso.
Una sorte analoga toccò al Transsylvania, lussuosa nave passeggeri della Marina Britannica, affondata al largo di Bergeggi da due siluri lanciati da un sottomarino tedesco. Il naufragio della nave, partita da Marsiglia alla rotta di Alessandria d’Egitto, fece oltre 400 morti; alcuni dei loro corpi, spiaggiati sulla costa, furono tumulati in un cimitero di Savona. Il relitto è stato ritrovato di recente, nell’ottobre 2011, appunto davanti a Bergeggi, a 630 m di profondità.
Il più grave disatro di ogni epoca è considerato quello della nave passeggeri Wilhelm Gustloff. L’episodio è da situare nel Baltico, il 30 gennaio 1945, ad opera di un sommergibile sovietico durante la seconda guerra mondiale. Le vittime furono oltre 9000.

Nel dopoguerra, l’opinione pubblica italiana fu sconvolta dal naufragio della Andrea Doria, avvenuta il 26 luglio 1956. La sera prima, la nave svedese Stockholm aveva speronato l’ultima erede dei grandi transatlantici italiani. Grazie alla capacità di comandante ed quipaggio, le vittime furono solo 46, quasi tutte determinate dalla collisione, al largo della costa nordamericana di Nantucket.
Sempre a causa di una collisione affondò la nave da crociera Admiral Nachimov, nelle acque del mar Nero. Il naufragio, datato 31 agosto 1986, costò 423 vittime.
Una tragedia assurda colpì il traghetto inglese Herald Free Enteerprise, nel porto belga di Zeebrugge, vicino ad Ostenda: la mancata chiusura dei portelloni di accesso al garage la fece inclinare, il 6 marzo 1987, determinando 134 morti.

Anche l’Estonia era un traghetto, che operava sulla line fra Tallinn e Stoccolma: affondò appena partito dalla capitale estone il 28 settembre 1994; sulle 9898 persone a bordo, se ne salvarono solo 137.
Resta in parte ancora una ferita aperta il naufragio della F174, noto anche cone Strage di Natale: fra il 25 e il 26 dicembre 1996 una nave zeppa di clandestini e battente bandiera maltese, si inabissò a causa delle cattive condizioni della imbarcazione stessa, al largo delle coste siciliane di capo Passero. La tragedia fu a lungo negata dalle stesse autorità marittime, italiane ed internazionali, fino a che le prove emersero in tutta la loro evidenza nelle reti a strascico dei pescatori siciliani… probabilmente le vittime furono circa 300.

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