Sono poche le persone, oggi, che possono capire il significato dei pozzi nel passato. Nelle piazze storiche dei paesi medievali, nei chiostri degli antichi monasteri, nei cortili degli edifici storici, spesso, si trovano ancora dei pozzi. La gente vi si recava abitualmente ad attingere l’acqua facendone dei punti d’incontro e di socializzazione.
Ben prima degli acquedotti, le antiche civiltà impararono a costruire pozzi: la forma del pozzo attraversò vari stadi architettonici, riconoscibili a seconda delle epoche. Le strutture di questi antichi pozzi erano in forma quadrata o rotonda, aperti o chiusi, semplici di pietra o decorati da stucchi e ferro battuto.
Con il progresso e l’inserimento dei moderni acquedotti in ogni Comune, quasi tutti i pozzi caddero in disuso o furono dimenticati; solo alcuni di essi hanno mantenuto la loro importanza e vengono ricordati per essere stati partecipi di qualche importante episodio storico: ricordiamo che durante le epidemie, gli assedi e le guerre, i pozzi ricoprivano un ruolo fondamentale, perché garantivano alla comunità l’autonomia del fabbisogno idrico.
Sono numerosi i pozzi che ancora oggi si fanno ammirare in cortili di antichi palazzi, chiostri di conventi, piazze storiche medievali. Sia dal punto di vista ingegneristico che da quello storico, il più importante e famoso pozzo in territorio italiano si trova a Orvieto, in Umbria.
Lì nel 1527, all’indomani del sacco di Roma, si rifugiò il Papa Clemente VII. Per approvvigionare d’acqua la rocca dell’Albornoz, su cui sorge Orvieto storica, e resistere dunque in caso di assedio o conflitto, fu edificato il pozzo di San Patrizio, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane.
Terminato nel 1537, il pozzo è profondo 62 metri; la costruzione ha due porte opposte l’una all’altra, che danno accesso a due scale a spirale sovrapposte, ciascuna di 248 scalini, facili da discendere anche per gli animali da soma che andavano ad attingere l’acqua.
Il pozzo porta il nome di San Patrizio, il Santo che evangelizzò l’Irlanda, perché nella forma ricordava la buca dove il Santo si ritirava in penitenza a pregare.


