Sappiamo che le acque dolci sono una parte molto piccola dell’acqua liquida dell’idrosfera: la maggior parte è costituita da mari e oceani. Essi occupano il 71% della superficie terrestre e possono essere molto profondi: gran parte dei fondali oceanici è a circa 5 km di profondità.
Mentre in acqua dolce la salinità è inferiore al 2 per mille (cioè 2 grammi/litro), nel mare è del 35 per mille (di cui l’85% è cloruro di sodio NaCl). La concentrazione di sali, cioè la salinità, varia però a seconda di diversi fattori: la forte evaporazione ne determina un aumento, mentre l’apporto di acqua dolce da parte dei fiumi una diminuzione.
Anche la concentrazione di ossigeno, sostanza fondamentale per gli organismi viventi, può variare da mare a mare: le basse temperature lo mantengono disciolto nell’acqua, cosicché i mari freddi sono anche i più pescosi.
Oltre che per la latitudine, la temperatura di mari e oceani varia anche in funzione della profondità. Variazioni di temperatura si fanno registrare con il ciclo delle stagioni o anche dell’alternarsi del dì e della notte: le conseguenti variazioni di densità portano le masse d’acqua più calde a salire in superficie, quelle più fredde a scendere in profondità.
Ultimo fattore da considerare è la luce, che ovviamente diminuisce all’aumentare della profondità, ed è influenzata dalla limpidezza o dalla torbidità delle acque. Le radiazioni luminose lunghe si fermano agli strati superficiali, mentre quelle più brevi, tendenti verso il blu, raggiungono maggiori profondità.
La luce, la temperatura, la quantità di ossigeno, le sostanze in soluzione (tra cui, importante, il carbonato di calcio) o in sospensione, sono tutti fattori determinanti nel consentire e condizionare la vita degli organismi: tra l’altro, la storia biologica ci ricorda che, sul nostro pianeta, la vita è nata in mare.
Gli ambienti marini si dividono in ambienti litoranei (zone neritiche) e in ambienti di mare aperto (zone pelagiche).
Le zone neritiche occupano un modesto 8% della superficie dei mari e degli oceani, ma sono ecologicamente importanti per la grande quantità di organismi che ospitano, appartenenti a quasi tutti i gruppi di animali conosciuti.
Le zone pelagiche hanno una concentrazione di esseri viventi minore, se si escludono le zone superficiali, dove vegetano alghe microscopiche fondamentali per la produzione di ossigeno. Animali che popolano il mare aperto sono comunque il pesce azzurro, molti squali e la quasi totalità dei Cetacei.


