Risorsa acqua mercoledì, 8 settembre 2010

La risorsa acqua


Nel mondo, negli ultimi 30 anni, l’inquinamento, l’aumento della popolazione e in alcuni casi la siccità (in molte zone dell’Africa, dell’America centrale, del Medio Oriente e del Mediterraneo), hanno ridotto del 40% le risorse idriche disponibili.

Con il progresso ed il miglioramento della qualità della vita di molte comunità, fra cui la nostra, lo sfruttamento dell’acqua potabile è cresciuto vertiginosamente.
Per capire la differenza fra i consumi di un tempo e quelli attuali di certe nostre società, possiamo segnalare che nel Madagascar, dove l’acqua è tuttora sfruttata con metodi tradizionali, il consumo individuale è di 5 litri al giorno, mentre negli Stati Uniti, esempio di Paese tecnologicamente avanzato, è di 500 litri (l’Italia è poco sopra ai 300 litri).

La ripartizione dei consumi idrici nel nostro Paese evidenzia come l’agricoltura abbia il peso maggiore (60%), seguita dall’industria (25%) e dal consumo per uso civile (15%). In Italia, le caratteristiche generali del clima e la conformazione geografica ci fornirebbero una disponibilità annua di acqua sufficiente per il nostro consumo attuale: pertanto, l’acqua non ci dovrebbe mai mancare. Tuttavia il nostro Paese ricade in una fascia climatica in cui l’andamento delle piogge è stagionale e la rete degli acquedotti di alcune zone è poco sviluppata e spesso antiquata: l’insieme di questi due fattori riduce drasticamente la nostra reale disponibilità a poco più di un terzo, con marcate differenze fra regioni settentrionali e regioni meridionali del Paese.

In certe zone del pianeta, come nelle fasce subtropicali, ma anche in certe regioni italiane (Sicilia, Sardegna, Puglia), fare scorta di acqua potabile si diventando via via più difficile, per ragioni legate all’aumento della siccità, ma non solo.
E sul controllo delle riserve idriche, come alcuni già sostengono, si giocheranno i destini economici e politici di molte aree del mondo.

La Terra possiede un volume di acqua pari circa a un miliardo e mezzo di chilometri cubi. Ma il 94% dell’acqua è quella dei mari e degli oceani: per colpa del sale, l’acqua di mare non può essere considerata una risorsa. Solo il 6% dell’acqua del pianeta, la cosiddetta acqua dolce, può essere sfruttata per usi civili, agricoli e industriali.
Inoltre, quasi un terzo di questo patrimonio è immobilizzato nei ghiacciai montani e polari; un’altra quantità rilevante, pari a quasi due terzi, si accumula nel sottosuolo, oppure si trova nell’atmosfera sotto forma di nuvole e di umidità.
Dunque, la quantità di acqua realmente sfruttabile è meno dell’1% del totale: è quella che scorre sulla superficie della Terra e proviene dalle sorgenti, dai pozzi, dai fiumi, dai laghi.

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