LE LIBELLULE
Le libellule, che appartengono al gruppo degli Odonati, hanno in genere notevoli dimensioni, colori vivaci (spesso diversi fra i sessi), antenne brevi, apparato boccale masticatore, quattro ali membranose dotate di fitte nervature, addome allungato.
Sono carnivore e voraci (volando afferrano la preda e la divorano) e sono potenti volatori (possono intraprendere grandi migrazioni durante il periodo riproduttivo).
Le uova vengono inserite entro piante acquatiche o vicine all’acqua, in tessuti vegetali morti, in altri casi vengono abbandonate nell’acqua, nella terra umidissima o su piante od oggetti galleggianti.
I giovani che escono dalle uova (neanidi) hanno un particolare apparato boccale, nel quale il labbro inferiore, modificato, scatta in avanti per afferrare la preda. Sono dunque anch’essi carnivori. Lo sviluppo, graduale, richiede da 1 a 5 anni.
Libellule della nostra fauna sono ad esempio la rossa Crocothemis erythraea, la scura Calopteryx haemorrhoidalis, ed il Sympetrum fonscolombii, libellula africana i cui movimenti migratori interessano spesso le coste della Liguria.
I DITISCHI
I ditischi sono grossi coleotteri di forma lenticolare e idrodinamica, potenti nuotatori, carnivori e predatori di animali di svariata natura, compresi piccoli anfibi e pesci. Si muovono nell’acqua grazie all’azione simultanea delle loro zampe posteriori a pala di remo. L’aria viene immagazzinata sotto le elitre e regolarmente rinnovata in superficie attraverso la parte posteriore dell’addome.
Specie abbastanza diffusa da noi è il grosso ditisco marginato (Dytiscus marginalis), lungo 35 mm, nero olivastro, bordato di giallo. Il maschio ha la parte inferiore delle zampe anteriori con un caratteristico allargamento e le elitre liscie, mentre la femmina ha le elitre striate longitudinalmente. Le zampe anteriori del maschio sono provviste di ventose, e servono tener ferma la femmina durante l’accoppiamento. Questo ditisco è carnivoro, molto aggressivo; attacca insetti acquatici, avannotti, girini, a volte anche tritoni adulti. Possiamo vedere sovente il ditisco marginato sul pelo dell’acqua, perché deve affiorare per respirare. Quando ha respirato aria a sufficienza, sparisce rapido sott’acqua.
LE FRIGANEE
Le friganee, o tricotteri, sembrano piccole farfalle le cui ali, anziché ricoperte di squamette, sono ricoperte di peli (“trico” significa pelo).
Gli adulti, che hanno vita brevissima, hanno un apparato lambente succhiatore (si cibano di liquidi o non si nutrono affatto), un volo incerto e poco sostenuto ed abitudini prevalentemente crepuscolari o notturne.
Depongono le uova a gruppi nell’acqua corrente o stagnante, dolce o salmastra, oppure su pietre, rocce o vegetali.
Le larve si presentano con due forme diverse, cioè senza protezione, oppure ben protette; è questo il modo con cui le conosciamo meglio: si costruiscono un fodero mobile con seta e materiali vari di origine minerale, vegetale o animale (sabbia, sassolini, foglie, fuscelli, rametti, piccole conchiglie di molluschi, ecc.) opportunamente disposti, entro cui restano in gran parte e che trascinano con sé nuotando o camminando.
Questo tipo di larve sono ben note ai pescatori col nome di “porta legna”. Tenendo fuori la testa e il torace con le 6 zampe, camminano trascinandosi gli astucci, vi si nascondono e vi si trasformano in ninfa.
Due generi diffusi di tricotteri nostrani sono Limnephilus e Odontocerum.
I GERRIDI
Negli stagni come nelle pozze dei torrenti e dei fiumi si possono osservare anche insetti che pattinano veloci sulla superficie dell’acqua, sostenuti dalle lunghe zampe: sono gli emitteri Gerris e Velia.
Sono molto comuni nelle acque ferme e particolarmente attivi nelle giornate più calde.
Hanno corpo rivestito di scaglie impermeabili e zampe molto lunghe; le parti che toccano l’acqua (tibie e tarsi) sono protette da una serie di setole idrorepellenti. Possono rimanere anche per molto tempo sul pelo dell’acqua sostenuti dalle sottili zampe mediane e posteriori, mentre con il paio di arti anteriori catturano e trattengono le prede. Scivolano sull’acqua a rapidi scatti, remando con le zampe mediane e cambiando spesso direzione, usando una zampa posteriore come un perno. Si nutrono in genere di detriti e di piccoli invertebrati.
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