Acqua curiosa mercoledì, 17 marzo 2010

L’acqua nei miti della creazione


michelangelo-creazione-bIn numerosi riti, miti e leggende di tutte le culture, l’acqua costituisce il principio essenziale della creazione.

Nell’acqua degli oceani primitivi è iniziata la vita del pianeta, come nel liquido amniotico la vita di chi sta leggendo adesso queste righe.

Non è un caso che nell’antica lingua dei Sumeri, il simbolo “a”, la prima lettera dell’alfabeto, l’alfa con cui principia la conoscenza, significasse “acqua”, ma anche “generazione”. Anche per la mitologia cinese, l’acqua corrisponde al caos da cui tutto ha avuto inizio.

Popoli molto distanti fra loro, nel tempo come nello spazio, assegnano all’acqua un ruolo centrale nei miti della creazione del mondo. Ne proponiamo una breve rassegna, raccomandando di osservare le frequenti analogie e le differenze legate alla natura del territorio in cui sono nate.

Presso gli Indiani Yuki (Canada), si narra che in principio tutto era acqua, dalla cui schiuma uscì la voce e il canto del Creatore.

I Naga della mitologia indiana erano serpenti-demoni con viso e busto umani ed estremità inferiori da serpente. Si supponeva che abitassero sotto la Terra, nella distesa di acque primordiali che la sorreggevano. In un altro mito, appare Nagi, uno Spirito-serpente acquatico simbolo della società primordiale che viveva nell’oceano.

La cosmologia del popolo Ainu, i primi abitanti del Giappone, constava di sei paradisi e sei inferni dove vivevano divinità, demoni e animali. Kamui, la divinità creatrice, creò il nostro mondo come un grande oceano adagiato su di una enorme trota. Secondo il mito, le maree sarebbero dovute al respiro di questo pesce, e i terremoti al suo movimento. Un giorno Kamui, guardando dall’alto questo mondo acquatico, decise di mandare un suo messo che fece venire a galla le isole.

Per le popolazioni Bantu (Africa occidentale), in origine la Terra non era altro che acqua e oscurità. Mbombo, il gigante bianco, governava questo caos. Un giorno, egli sentì un fortissimo dolore allo stomaco e vomitò il sole, la luna e le stelle. Il sole splendeva cocente e l’acqua evaporò nelle nuvole: gradualmente, apparvero colline asciutte. Mbombo vomitò di nuovo e questa volta vennero fuori gli alberi, gli animali, le persone e molte altre cose: la prima donna, il leopardo, l’aquila, l’incudine, la scimmia Fumu, il primo uomo, il firmamento, la medicina e la luce.

Anche per i Cherokee del Nordamerica in principio, c’era solo l’acqua. Tutti gli animali vivevano sopra di essa ed il cielo era sommerso. Erano tutti curiosi di sapere cosa ci fosse sotto l’acqua ed un giorno Dayuni’si, lo scarabeo acquatico, si offrì volontario per andare a vedere. Esplorò la superficie, ma non riuscì a trovare nessun terreno solido. Esplorò sotto la superficie fino al fondo e tutto quello che trovò fu del fango che portò in superficie. Il fango, allora, cominciò a crescere e a spargersi tutto intorno, fino a che non divenne la Terra così come la conosciamo.

Un altro mito giapponese racconta che il dio Izanagi e la dea Izanami agitarono l’oceano con una lancia per creare una piccola isola di sale coagulato. Le due divinità scesero sull’isola, si accoppiarono, crearono le isole principali, le divinità e i predecessori dei sovrani giapponesi.

Da quanto ci è giunto della mitologia degli Incas, il mito della creazione narra che nei tempi antichi la Terra fosse immersa nell’oscurità. Allora, da un lago chiamato Collasuyu (l’attuale Titicaca), emerse il dio Kon Tiki Viracocha, portando con sé alcuni esseri umani.

Nella mitologia egizia dei sacerdoti della città di Eliopoli, nota attraverso i “testi delle piramidi”, al centro del mito della creazione c’è il dio solare Atum. Nato dall’oceano primordiale (Nun), Atum salì su una collina, creò Shu, il vuoto, e la dea Tefnut, l’umidità, che a loro volta generarono Geb e Nut, la terra ed il cielo. Da questi ultimi nacquero due coppie di fratelli e sorelle, Osiride, Iside, Seth e Nefti, i quali procrearono l’umanità.

Vogliamo concludere questo breve viaggio nelle mitologie del mondo riportando per intero un mito degli indiani Yakima del Nord America, che per molti aspetti ci suona familiare…

“Prima che ci fosse il mondo il Grande Capo Lassù viveva nel cielo e quaggiù non c’era proprio nessuno: solo acqua, tanta acqua.

“Un bel giorno quando decise di creare il mondo, il Grande Capo Lassù scese dal cielo, affondò le mani nell’acqua e raccolse sabbia e fango: in breve fece tanti mucchi che diventarono ben presto montagne e colline.

“La pioggia modellò la terra e in montagna la neve si fece ghiaccio: nacquero così torrenti impetuosi e fiumi maestosi dove nuotavano pesci di ogni dimensione.

“Poi il Grande Capo fece nascere arbusti e bacche, alberi e foreste dove trovarono riparo uccelli, insetti e cervi dalle grandi corna.

“Infine prese un poco di fango, ci soffiò sopra e questo si trasformò in un uomo. A questo nuovo essere il Grande Capo affidò i boschi e le acque, gli animali della terra, dell’acqua e dell’aria. Gli raccomandò di servirsene e di servirli perché le loro vite erano legate.

“Ma l’uomo era triste e allora il Grande Capo lassù con un po’ di fango creò la donna affinché dividesse con lui le gioie e le fatiche della vita.”

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