Acqua curiosa lunedì, 29 marzo 2010

Il diluvio universale

arca-di-noe-bigSecondo ogni mito, con poche varianti, le acque in una certa epoca si sono rovesciate sulla Terra e hanno distrutto l’umanità, tranne pochi eletti.

Il centro fondamentale della diffusione del mito del diluvio fu la zona sumera, nella parte bassa del bacino del Tigri e dell’Eufrate (anche per il mito del giardino dell’Eden riportato nella Bibbia l’area è la stessa, al punto che almeno la Genesi potrebbe essere definito un libro sumero, più che ebraico). Nella mitologia sumera il diluvio è inteso come l’evento sacro che divide il tempo in pre-diluviale e post-diluviale.

Dalla Mesopotamia il mito del diluvio ci giunge narrato nell’Epopea di Gilgamesh, un poema in lingua assira, tramandato su 12 tavolette cuneiformi rinvenute a Ninive nel XIX secolo. Vi si parla di un antenato di Gilgamesh, scelto dal dio Ea per ricostituire l’umanità dopo il diluvio mandato sulla Terra per punire la malvagità umana.

Con lo sviluppo della civiltà assiro-babilonese e di quella ebraica, la direttrice di diffusione andò verso l’India fino al Pacifico; da lì il mito passò probabilmente nell’Asia centrale, in Siberia e, con le migrazioni attraverso lo stretto di Bering, fino all’America settentrionale.

Come la tradizione ebraica, anche la tradizione letteraria greca annovera il mito di Deucalione e Pirra, unici superstiti di un diluvio universale mandato da Zeus per punire la malvagità degli uomini. Deucalione e Pirra saranno eletti a continuatori della stirpe umana alla stregua di Noè ed i suoi figli.

Il mito indonesiano racconta invece di un’inondazione rivolta contro le montagne.

La mitologia maya utilizza tre diluvi per scandire le quattro ere del mondo, vissute da quattro diverse umanità.

Ma tutti i miti del diluvio insistono su un punto comune: il ciclo degenerazione-rigenerazione, sempre con la presenza dell’elemento acqueo, inteso come morte e rinascita.

La presenza dello stesso mito presso tanti popoli si può allora far risalire a motivi religiosi, se non addirittura “psicanalitici”. Come nelle celebrazioni misteriche, dove l’iniziato deve morire simbolicamente per poter rivivere, così tutta l’umanità deve passare attraverso la morte per rigenerarsi.

Anche oggi sono molti i culti della rinascita attraverso le acque, in una vasta area che va dall’Estremo Oriente (l’immersione nel fiume Gange e in molti fiumi della Cina) all’Occidente cristiano (l’acqua del battesimo, che in origine prevedeva la completa immersione del corpo del nuovo adepto, liturgia mantenuta ad esempio dai seguaci di Geova).

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