Risorsa acqua lunedì, 29 marzo 2010

Acqua, civiltà e commerci


nave-commerciale-bigSe i primi insediamenti umani potevano sfruttare sorgenti e pozzi, il successivo incremento demografico e lo sviluppo urbano resero necessaria la costruzione di opere idrauliche: comparvero canali, derivazioni e acquedotti, di cui restano tuttora magnifici esempi, alcuni dei quali vecchi di molti secoli (a Segovia, in Spagna, funziona tuttora l’acquedotto di epoca Romana).

Anche in tempi odierni, la realizzazione di nuovi insediamenti, quartieri e città, o interi territori, viene progettata parallelamente ad una adeguata fornitura d’acqua, mediante la costruzione di sistemi di captazione e di distribuzione dell’acqua (dighe e impianti acquedottistici).

I fiumi, quando sono navigabili, rappresentano una via di penetrazione interna e quasi il prolungamento della navigazione marittima, anche se il traffico per vie fluviali non può raggiungere uno sviluppo apprezzabile se non nei territori pianeggianti, dove la pendenza del terreno è modesta o nulla. Le rapide, le cascate e i rilievi anche bassi costituiscono ostacoli, tuttavia superabili con canali e chiuse.

Il mare, oltre che una essenziale fonte di sostentamento per le popolazioni costiere, è da sempre la via per eccellenza, capace di unire fra loro le regioni più lontane del pianeta: e resta tuttora per le grandi distanze la via più comoda e meno costosa. La navigazione marittima ha tuttavia anch’essa i suoi rischi: è infatti legata alle condizioni fisiche del mare (tempeste, nebbie, secche, scogli, ghiacci, iceberg).

Nella Storia, le masse d’acqua hanno unito ma anche diviso; se i fiumi hanno svolto un ruolo fondamentale per le comunicazioni via acqua, hanno anche costituito un ostacolo per le comunicazioni via terra. L’uomo si è dunque ingegnato nella costruzione di ponti e viadotti, che rappresentano spesso opere ardite e complesse. Oggi con i ponti non vengono attraversati solo corsi d’acqua e laghi ma anche interi bracci di mare: ne abbiamo recenti esempi in Giappone, lungo le coste meridionali dell’India e della Cina e fra Svezia e Danimarca.

Per ragioni analoghe, sempre legate ai commerci, tramite sbancamenti e opere idrauliche, sono stati creati canali per facilitare e velocizzare le navigazioni, mettendo in comunicazione addirittura le rotte in oceani diversi (come per Suez e Panama).

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