Acqua notizie venerdì, 19 febbraio 2010

Bottiglia “griffata” per l’acqua di rubinetto di New York


aveda_water_bottleNon c’è da stupirsi. Sono loro i creativi. Sono loro che sanno seguire mode e tendenze, che sanno orientarle, anticiparle. A volte danno fastidio, con il loro comportamento che spesso appare vacuo e futile, troppo distante dai problemi della gente; altre volte suscitano ammirazione, per la quantità di denaro che riescono a muovere, per la capacità di stare sotto i riflettori, di far parlare di sé. Ma vale sempre la pena di studiarli: è il mondo della moda, del fashion, dei prodotti di bellezza, del glamour, delle beauty-farm, di tutte quelle parole che sono entrate a far parte del nostro lessico anche se non volevamo, e che non nascondono affatto di far leva sul nostro insopprimibile desiderio di piacere agli altri.

E curiosando in ciò che fanno gli operatori della moda, gli stilisti, gli strateghi dei prodotti di bellezza, può capitare di imbattersi in notizie che fanno innegabilmente piacere. Come questa, tratta da ModaOnLine (datata febbraio 2010), e che riguarda Aveda, una società leader negli Stati uniti nel settore della cosmesi, e nota anche qua.

La riportiamo in buona parte, così come l’abbiamo trovata:

Aveda accompagna la settimana di moda femminile a New York con l’iniziativa Catwalks for Water. Un nuovo progetto di sensibilizzazione, questa volta focalizzato sull’acqua, nato all’interno dell’impegno che Aveda ha assunto da diverse stagioni nel rendere più sostenibili le fashion week della Grande Mela. Il programma di Catwalks for Water è focalizzato sulla distribuzione di 800 bottiglie in alluminio da riempire con l’acqua potabile di New York e firmate dalle griffe che hanno scelto Aveda per i propri backastage: John Patrick, Jason Wu, Christian Siriano, Sophie Thèallet e Rodarte. E ancora, nella creazione di stazioni di acqua potabile nelle aree più affollate di Manhattan realizzate in parthership con il New York City Department of Environmental Protection e rifornite sfruttando la forza di gravità.

Segue un’altra serie di indicazioni sull’operato di un’azienda che, stando all’articolo, ha meritato riconoscimenti per le lodevoli iniziative prese nel settore ambientale “sin dal 1999”.

Stando almeno ai temi trattati, ci pare un bell’esempio, in effetti. Si parla di kilometri zero per i catering dei backstage (vale a dire che le forniture alimentari durante le manifestazioni di moda sono state scelte fra quelle che hanno fatto meno strada, e quindi inquinato di meno durante il trasporto). Si parla di eliminare le pellicce, di usare carta riciclata per gli inviti, di offrire solo cibo organico (credo che si intenda cibo “di agricoltura biologica”, visto che tutto il cibo è “organico”). Altrove, su un articolo datato giugno 2009 e trovato sul sito di SceglierBio, si legge dell’iniziativa volta a riciclare i tappini di plastica, prima che finiscano in mare o nelle discariche.

Bene, direi che abbiamo fatto abbastanza pubblicità a questa azienda. Non ce ne voglia la concorrenza: piuttosto la nostra speranza è che le altre case produttrici si impegnino come ha fatto finora questa qui. Può darsi che i prodotti Aveda siano in realtà pessimi, inquinanti e poco etici, e che quelli della concorrenza siano, per l’ambiente, di gran lunga migliori.

Ma abbiamo riportato l’articolo e la notizia per il semplice fatto che a parlare di ambiente, a mettere sotto i riflettori la questione ecologica, questa volta non sia stata la solita associazione ambientalista, che in fondo lo fa di mestiere.

Sia stata invece una azienda che produce cosmetici. E che come argomento, quest’anno, abbia scelto l’acqua. L’acqua che si beve tutti i giorni, a partire da New York.

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