Dobbiamo stare sul pezzo? Sì, certo. Facciamo vedere che siamo continuamente aggiornati, è il bello di Internet, no? Vero: un sito non è come un libro, più lo cambiamo è meglio è, che cosa hai trovato? Notizie fresche non ce ne sono, qui c’è sempre Haiti – l’abbiamo già messo – ah sì, per i potabilizzatori, poi roba sul dissesto, se non smette di piovere viene giù qualcosa d’altro, questa’Italia ha proprio i piedi di argilla… sarà il caso di mettere qualcosa sulla Liguria? Non so, capisco che è la nostra regione, ma c’è differenza con quello che succede in Calabria e in Sicilia? Bella domanda, forse questa è l’idea per farci un articolo… siamo così impestati da fenomeni di dissesto idrogeologico che fra un po’ ci toccherà fare delle distinzioni.
Nel senso che una frana non è uguale a un’altra? E a questo punto direi quasi di sì, nelle cause almeno è diversa, poi negli effetti invece… si finisce sempre nella stessa maniera, strade interrotte e case evacuate, se non ci scappa il morto. Ok, ma io voglio un altro argomento. Aspetta un attimo, fammi cercare. Aspetto. “L’acqua del rubinetto è buona”. Già messo. “Consumi idrici del pianeta”. Se si parla della sete del mondo, qualcosa abbiamo messo, ma ci vorrebbe un che di più specifico. No, non c’è, cioè: non sono vere notizie. Allora cerca ancora.
Ti va questo? È un’Ansa, te ne giro un pezzo, parla dei posti più inquinati del mondo. Evviva, siamo sempre sulle notizie allegre… giramela. Leggo: “un’isola di rifiuti galleggiante nel mezzo del Pacifico”, “lo Shanxi meridionale, ovvero la cosiddetta cintura carbonifera della Cina…”, “Chernobyl” (e ti pareva), “il lago di Karachay, nella Russia caucasica… deposito di scorie nucleari…” (questa non la sapevo), “piombo nelle Ande peruviane”, “le colline di Kabwe in Zambia… miniere di piombo e cadmio” (c’è davvero tanta roba), “i monti Appalachi in West Virginia” (non ci facciamo mancare nessun continente, vedo)… ma chi è che si è preso la briga di fare questa classifica? Qui dice: “il sito di Mother nature network”. È il caso di controllare? Che cosa, la quantità di inquinamento? Non fare lo spiritoso: sto parlando della attendibilità della notizia. Guarda che quello che scrivono ‘sti tipi è verosimile, lo sai anche tu. Lo so, purtroppo. Ma hai letto in fondo? No, ora ci arrivo. Ci sono: “Rientrano nella lista anche tre bacini idrici quello dello Yamuna, maggiore affluente del fiume Gange in India, del Riachuelo in Argentina e del Citarum in Indonesia. Nelle acque del primo è stimato che venga scaricato il 58% dei rifiuti di Delhi, ma ciononostante continua ad essere utilizzato da milioni di indiani come fonte di acqua ‘potabile’. Stessa situazione sul Citarum, che dà da bere a 5 milioni di persone, e sul Riachuelo su cui si affacciano 3.500 fabbriche, 13 baraccopoli, e 42 discariche a cielo aperto.” Però, belle località di villeggiatura!
Allora: ci scrivi qualcosa o no? Direi di sì, intanto vammi su Google maps e trovami dove scorrono esattamente i tre fiumi qui citati. Va bene… ecco qua, il Riachuelo è un fiumetto, lo dice anche il nome, è solo 64 km… ma aspetta aspetta… Che c’è? … (silenzio) … Ma che stai leggendo? Leggo qualcosa che forse… anzi sicuro… non credo che tu abbia bisogno di parlare dell’India o dell’Argentina, guarda qui:
“Chiazze di petrolio sul fiume Lambro in zona San Maurizio al Lambro. Nel primo pomeriggio la fuoriuscita di greggio da un’azienda della zona. Probabile atto doloso. Disastro ambientale in atto.”
Poi avremmo saputo il resto, dalle varie agenzie, dai telegiornali, dai quotidiani. Ma avremmo potuto anche andarci: da qui a Milano sono meno di due ore di macchina.
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