Il significato della parola captare è “impadronirsi”, “prendere”. Quando riferiamo questo termine all’acqua stiamo parlando di prelievo, ovvero quell’operazione di sottrazione di risorsa idrica dall’ambiente.
L’operazione di captazione è una fase molto delicata, in quanto si interviene direttamente sul ciclo naturale dell’acqua. Per evitare che il prelievo influisca negativamente sul ciclo naturale, provocando un depauperamento delle risorse idriche, ad esempio sfruttando più del dovuto le falde acquifere.
La captazione può riguardare due tipi di fonti di approvvigionamento. Si parla di captazione in superficie, in caso di prelievo da fiumi e corsi d’acqua in genere. Se l’approvvigionamento riguarda acqua di falda invece si tratta di captazione in profondità.
Il prelievo di acqua richiede capacità di selezione del tipo di fonte di approvvigionamento. Infatti l’acqua di falda è generalmente più pregiata e pertanto viene prelevata solo in mancanza di acque superficiali. L’acqua di falda si rigenera molto più lentamente di quella superficiale e uno sfruttamento eccessivo ne porterebbe l’esaurimento.


