La legge Galli, “Disposizioni in materia di risorse idriche” ha introdotto nel panorama della gestione dei sistemi idrici l’ambito territoriale ottimale (ATO).
L’autorità di Ambito Territoriale Ottimale ha l’obiettivo di riorganizzare il servizio idrico integrato, per cui s’intende l’insieme dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione in tutte le loro fasi (captazione, adduzione e distribuzione dell’acqua, collettamento e depurazione delle acque reflue). L’ATO ha lo scopo di garantire un ottimale approvvigionamento d’acqua potabile, garantendone la qualità e salvaguardando il patrimonio ambientale.
Anche la gestione tariffaria è affidata all’autorità di ambito, al fine di tutelare il consumatore, alla luce del regime di monopolio in cui operano i gestori del ciclo idrico integrato.
Le funzioni principali dell’ATO sono riassumibili in quattro attività:
* attuare la ricognizione delle opere del servizio di acquedotto, fognatura e depurazione e assumere l’esercizio della titolarità del servizio dai Comuni;
* definire il Piano d’Ambito, comprensivo del Programma degli interventi, del Piano economico-finanziario, del modello gestionale – organizzativo e il piano tariffario;
* provvedere all’affidamento della gestione del servizio idrico integrato ad un soggetto gestore, capace a organizzare, finanziare e realizzare il piano degli investimenti necessario al miglioramento dei servizi idrici;
* controllare la realizzazione da parte del gestore del Piano d’Ambito e verificare l’applicazione della tariffa.
Lo strumento per l’attuazione dei compiti affidati all’autorità è il Piano d’Ambito, strumento programmatico nel quale sono riassunti gli interventi da realizzare sul territorio per migliorare il servizio e diminuire gli sprechi. Il Piano d’Ambito riporta l’ammontare degli investimenti e relativi costi, sulla base dei quali verrà calcolata la tariffa del servizio idrico.
Link: lista degli ATO italiani
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