Da secoli l’Uomo ha cercato i modi più efficaci per assicurarsi la disponibilità di questa preziosa e indispensabile risorsa in perenne movimento che è l’acqua. Quando lo fa, va a modificare il ciclo dell’acqua.
Il ciclo naturale dell’acqua raffigura il modo con cui l’acqua si sposta da un luogo all’altro della Terra.
Il motore del ciclo dell’acqua è l’energia del Sole, che fa evaporare l’acqua dalla superficie dei mari e degli oceani, ma anche dai laghi, dalle foreste e da tutti gli altri ambienti della terraferma.
Una volta passata allo stato di vapore nell’atmosfera, l’acqua viene trasportata dal vento oppure sotto forma di nubi di minutissime goccioline. L’acqua può ritornare alla superficie terrestre sotto forma di precipitazioni, piovose o nevose, ecc.
A questo punto una parte dell’acqua va in profondità, alimentando le acque sotterranee, le cosiddette falde acquifere; una parte defluisce in superficie, formando i laghi e i corsi d’acqua, e finendo il suo viaggio quasi sempre in mare; infine una parte dell’acqua piovana ritorna direttamente all’atmosfera per evaporazione, ma è anche molto importante la percentuale d’acqua assorbita dalle piante e grazie ad esse da tutti gli organismi viventi: per traspirazione quest’ultima torna direttamente all’atmosfera.
Il ciclo naturale dell’acqua viene perciò spesso modificato, affiancato e sostituito da un ciclo tecnologico dell’acqua, che comprende la captazione (cioè la sottrazione all’ambiente) della risorsa acqua, la creazione di una riserva, l’eventuale potabilizzazione,la distribuzione, la raccolta dei reflui (l’acqua usata), la depurazione e la restituzione all’ambiente.
Fino a qualche tempo fa, quando i problemi ambientali non erano così drammatici come oggi, l’intervento dell’uomo sul ciclo naturale dell’acqua si limitava a considerare soltanto la fase della captazione e della distribuzione: si costrurono acquedotti, dighe, canalizzazioni per far giungere alle città e alle attività agricole la quantità d’acqua necessaria.
Con i successivi problemi di inquinamento (urbano e industriale) e di cattiva gestione delle acque (a partire dai fenomeni sempre più frequenti di dissesto idrogeologico), ci si è posti l’obiettivo di come restituire l’acqua all’ambiente, e nello stesso tempo di come limitare il prelievo selvaggio ed imprudente della risorsa acqua.
E’ bene dunque considerare il ciclo tecnologico dell’acqua, in modo integrato, in funzione del ciclo naturale dell’acqua: solo così potremo parlare di sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente.


