L’acqua è l’elemento fondamentale per la vita umana e del resto del pianeta. Per questo da secoli l’uomo interviene nel ciclo naturale dell’acqua, cercando di assicurarsene la disponibilità. Il ciclo tecnologico dell’acqua, infatti, consiste nella modifica del ciclo naturale per usi antropici. Punto di partenza del ciclo è la captazione, per cui s’intende la sottrazione di risorsa idrica all’ambiente naturale. Successivamente l’acqua viene raccolta, creando una riserva, che può essere naturale o artificiale come una diga.
Rispetto al passato, quando era sufficiente captare l’acqua e trovare il modo di distribuirla, l’inquinamento e la cattiva gestione delle acque hanno costretto l’uomo a introdurre nel ciclo tecnologico delle tecniche per rendere l’acqua potabile. Per rendere l’acqua “salubre e pulita”, come recita il decreto legislativo n. 31/2001, bisogna potabilizzarla, mediante trattamenti chimici e fisici. Solo a questo punto l’acqua potrà essere distribuita tramite gli acquedotti.
Dato il numero elevato di inquinanti immessi nell’ambiente dall’uomo la fase di reimmissione in natura dell’acqua è sempre più complessa e delicata. Senza i sistemi di raccolta delle acque reflue, detto collettamento, i fenomeni di dissesto e allagamenti aumenterebbero causando ingenti danni. Quindi solo dopo un’attenta depurazione l’acqua potrà essere rimmessa nel ciclo naturale dal quale era stata prelevata in origine.


