L’Italia è una regione prevalentemente montuosa, circondata dal mare, che si estende lungo i meridiani per una distanza considerevole: ecco dunque che in Italia si registra una grande varietà climatica, che si riflette sulla disponibilità di acqua. La situazione climatica dell’Italia viene alquanto complicata da fattori latitudinali, altitudinali, geografici. Le temperature medie giornaliere delle diverse città italiane mostrano nette differenze di insolazione tra regioni settentrionali e meridionali. Le piogge sono più abbondanti sui rilievi, dove maggiore è di solito l’escursione termica giornaliera ed annuale.
L’influenza termoregolatrice del mare si fa sentire lungo tutte le regioni costiere, mentre in altre zone, come sulle Alpi, in pianura padana o sui rilievi appenninici, viene meno avvertita. Il clima mediterraneo non interessa perciò l’intero territorio della nostra penisola: sono presenti anche climi mesotermici (temperati), il clima microtermico (freddo) e quello nivale (freddo di altitudine).
A grandi linee, si possono riconoscere nel nostro Paese alcune zone climatiche:
- la zona alpina, con temperature medie annue piuttosto basse, in rapporto con l’altitudine (in inverno sempre intorno a 0°C); le precipitazioni, in genere abbondanti, e spesso nevose, sono in relazione con la morfologia dei rilievi; nelle Alpi orientali si sono registrati i massimi italiani di piovosità;
- la zona padana, con temperature invernali medie di poco superiori a 0°C, e temperature estive elevate: è un clima di tipo continentale; anche certe località, come Bolzano, Aosta, Firenze, hanno un clima simile;
- la zona insubrica, dove la presenza dei grandi laghi prealpini mitiga alquanto le escursioni termiche;
- la zona appenninica, dalle temperature medie annue piuttosto basse, ma raramente sotto 0°, ed estati fresche; la piovosità raggiunge valori elevati (appennino Settentrionale, Alpi Apuane);
- la zona tirrenica, dalle condizioni climatiche intermedie e temperature crescenti verso meridione; le escursioni termiche annuali sono poco accentuate; la piovosità, minima lungo la costa, aumenta spostandosi nell’entroterra;
- la zona adriatica, con temperature medie, ma minori rispetto a quelle tirreniche (l’Adriatico è meno profondo del Tirreno, cioè ha una massa d’acqua minore, e svolge una minore azione termoregolatrice), con escursioni termiche notevoli tra l’inverno (più freddo) e l’estate (un poco più calda di quella tirrennica); nelle Puglie si registrano i valori di piovosità più bassi dell’Italia peninsulare;
- una zona calabro-insulare, dalle temperature medie annue più elevate d’Italia e gli inverni più miti: le escursioni termiche sono poco accentuate sulle coste; sui massicci montuosi dell’interno della Sicilia le escursioni termiche e la piovosità aumentano, a differenza della Sardegna, la cui particolare orografia permette l’instaurarsi di un clima mediterraneo pressoché in tutto il suo territorio.
Altri articoli che potrebbero essere di tuo interesse
- Neve alpina e neve appenninica
- Gli stati di aggregazione dell’acqua
- Il pastore e la frana
- Energia dall’acqua in movimento
- Gli ambienti di acqua dolce
Tag: Acqua, Ambiente, Territorio


