Acqua in natura, L'acqua e l'ambiente giovedì, 4 giugno 2009

Gli ambienti di acqua dolce

ambienti-acqua-dolceGli ambienti di acqua dolce non sono uguali fra loro: proviamo a distinguerli e a capire come le loro caratteristiche influenzino le comunità che li abitano.
Gli ambienti di acqua dolce possono essere suddivisi in ambienti lentici, cioè con acque ferme (laghi, stagni, paludi), oppure ambienti lotici, con acque in movimento (ruscelli, torrenti, fiumi).
Tale suddivisione non è così rigida: lungo uno stesso corso d’acqua possono trovarsi ambienti lotici al centro e ambienti lentici ai bordi; e la situazione può variare a seconda del regime idrico stagionale (piene e magre).

Come in ogni ecosistema, anche in quello di acqua dolce la presenza, la distribuzione e le attività degli organismi vegetali e animali (componente biotica) sono influenzate dalle caratteristiche fisico-chimiche dell’ambiente (fattori abiotici).

La quantità di luce che penetra nelle acque di un fiume o di un lago dipende ovviamente dal loro grado di trasparenza. In genere le acque dei laghi sono più torbide di quelle di mari e oceani, tuttavia la trasparenza varia da lago a lago e in uno stesso lago durante l’anno (è maggiore durante l’inverno).

Nei corsi d’acqua, trasparenza e colore variano anche tra la sorgente e la foce: nei primi tratti il corso d’acqua ha di solito acque limpide, che via via si arricchiscono del materiale sedimentario derivante dalla erosione, e della sostanza organica e del plancton in sospensione, intorbidendo le acque. Il materiale dipende però dai momenti di piena e di magra del torrente, dalla velocità della corrente e dal substrato geologico attraversato.

Nelle acque correnti, la temperatura è soggetta a variazioni più rapide rispetto agli ambienti lentici. Tali variazioni sono più accentuate nei piccoli corsi d’acqua che non nei grandi fiumi e mostrano oscillazioni diurne. Il fenomeno è evidente nei mesi estivi a una certa distanza dalle sorgenti (dove invece l’acqua ha una temperatura quasi costante) ed è dovuto all’irraggiamento delle rocce del fondo che si riscaldano rapidamente ma che altrettanto rapidamente cedono calore.

Durante l’estate le acque dell’alto corso sono le più fredde, mentre nel tratto intermedio e verso la foce si scaldano notevolmente. Durante l’inverno è possibile la situazione opposta, poiché le acque sorgive possono avere una temperatura superiore a quella ambiente e non gelano, mentre a valle la temperatura si equilibra con quella dell’aria.

Nei laghi e negli stagni, la radiazione solare diretta è la principale fonte di calore; nelle acque di laghi profondi durante l’estate si possono individuare tre strati: uno superiore più caldo e di spessore variabile; uno intermedio con spessore limitato in corrispondenza del quale la temperatura si abbassa bruscamente, e infine uno profondo, che comprende la maggior parte delle acque del lago, uniformemente fredde.

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