In rapporto diretto con le attività agricole di zone montane, è la costruzione dei mulini ad acqua. Il posto giusto per costruire un mulino è quello in cui il dislivello del corso d’acqua è tale da raggiungere da dare all’acqua forza e velocità sufficienti.
Canalizzando temporaneamente le acque di un torrente, si sfrutta l’energia di caduta dell’acqua per muovere le pale di una ruota, a sua volta collegata con una macina da frantoio. In questo modo, in Liguria come in molte altre parti d’Italia, si macinavano le castagne secche e i cereali, e tuttora, in alcuni casi, si spremono ancora le olive da olio.
Oltre che nel caso dei mulini, il movimento dell’acqua che scende da quote elevate mette in azione le turbine che generano energia idroelettrica.
Costruita una diga o un sistema di canali per regolare il deflusso delle acque, si sfrutta la velocità di caduta dell’acqua verso il fondovalle per azionare delle turbine. In questo caso, l’energia di tipo meccanico, dovuta alla forza di gravità, viene trasformata in energia elettrica (più o meno la stessa cosa avviene in una centrale nucleare, dove però l’energia di partenza è l’energia contenuta nel nucleo dell’atomo). L’energia elettrica viene poi distribuita nelle nostre case, dove ci serve per l’illuminazione (energia luminosa), il riscaldamento (energia termica), il movimento degli ascensori, delle centrifughe, dei ventilatori (energia meccanica).
In zone oceaniche (quindi non nel Mediterraneo), si riesce ad ottenere energia sfruttando i movimenti delle maree, dove le escursioni di marea sono particolarmente marcate.


